Premessa indispensabile e doverosa, perchè qui si tratta di analizzare con lucidità lo stato della giustizia sportiva nell’Anno Domini 2012, sei anni dopo Calciopoli e l’ultima cosa che ci interessi, sono le speculazioni di carattere tifoideo. Queste considerazioni le scriveremmo per qualunque tesserato, qualunque squadra, qualunque società si ritrovasse nella situazione in cui si ritrova in queste ore Antonio Conte e, di riflesso, la Juventus. Definirla allucinante, è dire poco. Questa non è giustizia sportiva: questa è una scandalosa ingiustizia che si sta perpetrando ai danni di un tesserato per il quale, così come per tutti, deve valere la presunzione d’innocenza, sino a quando l’ultimo grado di giudizio non si sarà compiuto. Questo non è il modo di procedere: non è ammissibile, non è tollerabile, non è accettabile che il Procuratore Federale ieri mattina avalli la proposta di patteggiamento formulata dalla difesa del tecnico (3 mesi e 200 mila euro di multa) e oggi pomeriggio chieda 15 mesi di squalifica. Ma, se Conte è colpevole secondo Palazzi, perchè ieri il procuratore federale si accontentava di tre mesi di squalifica cioè di una sanzione irrisoria e oggi li ha moltiplicati per cinque, dopo essere stato platealmente sconfessato dalla Commissione Disciplinare? A carico di Conte non c’è un riscontro, non c’è un’intercettazione, non c’è un passaggio di denaro sospetto. Non c’è niente di niente. C’è un pentito, Carobbio, che nella fattispecie, per le sue rivelazioni si becca solo 4 mesi e c’è la sua parola contro quella di Conte. C’è di più, anzi di meno. Carobbio viene interrogato il 19 gennaio dai magistrati ordinari e quel giorno non cita mai una volta Conte, nemmeno per sbaglio. Poi arriva il 29 febbraio e davanti alla Procura federale, accusa Conte che è costretto ad attendere sino al 13 luglio per raccontare la sua verità. E’ normale questo? No, non è normale. Carobbio è considerato credibile dalla Procura Federale, ma Carobbio viene smentito da 23 tesserati, eppure, per omessa denuncia, ad essere deferito è Conte. E gli altri? Se fossero stati conoscenza della presunta combine, sarebberon dovuti essere rinviati a giudizio anche loro. O no? Davanti alla Disciplinare, oggi l’avvocato Antonio De Renzis, legale di Conte, ha affermato: “Il gip di Cremona, Salvini, ha affermato che Carobbio non è del tutto trasparente in alcuni passaggi. Ma se Carobbio fa tutte quelle chiamate con una scheda di un egiziano e parlava con Ilievski e aveva detto il 29 febbraio che con lui non aveva avuto più alcun contatto, dovrete spiegarmelo nelle motivazioni perché continuate a credergli. Ci sono state contraddizioni enormi, e ammetterlo per voi significherebbe fortificare il vostro processo, non destituirlo”. Domanda a Palazzi: perchè, nell’interrogatorio del 10 luglio, nessuno ha chiesto a Carobbio se anche in ritiro avesse continuato a telefonate a Ilievski, uno dei personaggi-chiave di questo verminaio? Questa giustizia sportiva non funziona. Non è giusta. Non è chiara. Si regge sul caposaldo della responsabilità oggettiva totalmente da riformare essendo un autentico obbrobrio per la giustizia ordinaria dove, infatti, non ha diritto di cittadinanza. Questa giustizia sportiva, fondata sull’onere della prova a carico di chi può essere incolpato dal primo pentito che passa e, pur di sfangarla, può essere capace di tutto, mette a repentaglio la reputazione, l’onore, il rispetto. Questa giustizia sportiva alimenta la convinzione che ci siano figli e figliastri. Premia i pentiti in maniera urticante, procede a passo di carica con superficialità e aprossimazione. Questa giustizia sportiva è figlia di un sistema da buttare. Ma non deve essere solo la Juve a ribellarsi perchè, anche se non c’entra niente con il calcioscommesse, il club degli Agnelli si ritrova comunque in prima linea. Questo sistema potrà essere ricostruito dalle fondamenta quando verranno mandati a casa quelli che lo difendono incollandosi alle loro poltrone, facendo finta che tutto cambi perchè tutto rimanga come prima. Di questo sistema, Conte non può essere la vittima sacrificale. Xavier Jacobelli, direttore editoriale di calciomercato.com Fino alla Fine Forza JUVENTUS